Economia
Assicurazioni Rc auto, Italia maglia nera in Europa per i costi: premi tra i più alti, ma concorrenza in calo
Nel 2023 l’Italia si è confermata tra i Paesi europei con i premi più alti per la copertura obbligatoria della responsabilità civile auto. A riportarlo è l’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nella sua relazione annuale 2024. Il prezzo medio per una polizza RC auto in Italia è stato di 286 euro, ben al di sopra di quello registrato in Francia e Spagna (entrambi a 186 euro). Peggio dell’Italia solo il Regno Unito, con una media di 381 euro. Secondo IVASS, le differenze tra Paesi sono legate a variabili come i costi di riparazione, i modelli di risarcimento per lesioni o decessi, e le specificità normative. C’è però un dato positivo: il divario tra i premi italiani e quelli esteri si è gradualmente ridotto a partire dal 2012.
Ma non tutti vedono segnali incoraggianti. “È una pessima notizia nota da anni, con cui siamo costretti a convivere”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dal 2012 grazie alla liberalizzazione di Monti e Passera ci sono stati miglioramenti, ma da allora non sono arrivati progressi significativi. Anzi, dal 2023 il premio è tornato a salire.” Critiche anche al funzionamento attuale del comparatore pubblico Preventivass, che secondo Dona “oggi permette solo di confrontare le polizze base, escludendo coperture aggiuntive come furto o eventi atmosferici, proprio quelle soggette ad aumenti importanti. In questo modo, viene meno la possibilità di un confronto efficace e trasparente tra le offerte delle compagnie.”
Un’altra voce critica è quella di Gabriele Melluso, che denuncia un sistema assicurativo sempre meno orientato alla tutela del cittadino. “I premi aumentano mentre i diritti calano”, afferma, indicando tra le cause le clausole vessatorie, l’obbligo di riparazione presso centri convenzionati e il risarcimento diretto, che hanno ridotto la concorrenza e la qualità del servizio. Secondo Melluso, il mercato assicurativo italiano, dai rami RC auto fino alle polizze vita Unit e Index Linked, è oggi dominato da logiche oligopolistiche e speculative. I dati parlano chiaro: nel 2023 il settore ha registrato oltre 10 miliardi di utili, di cui più di 4 miliardi solo nel ramo danni. “Un record mondiale che dimostra l’assenza di reale concorrenza”, sostiene.
Tra le novità più controverse, la nuova norma sulle macrolesioni basata sulle tabelle predisposte da IVASS, che secondo Melluso “consentirà alle compagnie consistenti risparmi sui risarcimenti, proprio a discapito delle vittime con lesioni gravi o gravissime”. Altre preoccupazioni riguardano l’istituzione dell’Arbitro Assicurativo, con una composizione del collegio giudicante ritenuta troppo sbilanciata verso IVASS, che designa tre dei membri su cinque.
Nel frattempo, l’Istituto evidenzia anche un altro dato rilevante: a fine 2024 gli investimenti delle compagnie assicurative italiane hanno superato i 1.000 miliardi di euro. Di questi, 728,2 miliardi risultano al netto delle polizze index e unit linked, con il 47,3% investito in titoli di Stato e il 34,9% in obbligazioni societarie e quote di fondi comuni. Infine, IVASS ha segnalato come le operazioni di concentrazione avviate negli ultimi mesi, sebbene guidate principalmente da gruppi bancari, avranno impatti significativi anche sul sistema assicurativo. Il presidente Luigi Federico Signorini ha assicurato che l’istituto continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi, ribadendo che le valutazioni sulle offerte rimarranno legate alle dinamiche di mercato e alle scelte degli azionisti.
