Cronaca
Meloni-Macron, bilaterale all’insegna della distensione: accordo su Ucraina, industria e rapporti con gli USA
Il lungo incontro tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, durato circa quattro ore a Palazzo Chigi, si è concluso con una cena e una dichiarazione congiunta che evidenzia un riavvicinamento tra Italia e Francia. I due leader hanno ribadito un sostegno saldo all’Ucraina e manifestato l’intenzione di lavorare insieme per rafforzare la competitività dell’Europa in settori chiave come energia, industria automobilistica, intelligenza artificiale e spazio. Tra i temi centrali affrontati, anche la necessità di una strategia comune verso gli Stati Uniti, in particolare sulla politica commerciale e sulle possibili tensioni legate ai dazi, specialmente in vista di un possibile ritorno di Donald Trump. L’obiettivo, espresso da entrambe le parti, è quello di evitare azioni unilaterali e mantenere un fronte europeo compatto.
Il colloquio, definito franco e cordiale, ha anche toccato questioni legate alla gestione dei rapporti bilaterali. Secondo fonti vicine alla premier, Meloni avrebbe chiesto a Macron di evitare episodi simbolici percepiti come gesti di superiorità, facendo riferimento alla discussa fotografia di Tirana. L’Italia, ha fatto intendere, pretende rispetto e parità tra partner. Il documento finale diffuso dopo l’incontro si concentra soprattutto su economia e cooperazione europea, mentre dedica solo un breve accenno alla situazione in Medio Oriente, evitando di nominare esplicitamente Israele o Gaza. Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, si parla di una “soluzione giusta e duratura”, ma senza entrare nei dettagli su eventuali garanzie di sicurezza o format negoziali.
I due hanno anche discusso della conferenza internazionale sulla ricostruzione ucraina che si terrà a Roma a luglio, appuntamento a cui l’Italia spera partecipi anche la Francia. Sul piano europeo, Meloni e Macron hanno riaffermato la volontà di rilanciare il Trattato del Quirinale, entrato in vigore lo scorso anno, annunciando un aggiornamento degli obiettivi comuni in vista del prossimo incontro bilaterale, già previsto per l’inizio del 2026 a Parigi.
Nel documento si sottolinea la convergenza su una nuova agenda per l’Unione Europea, che punti alla semplificazione delle regole, all’incentivazione degli investimenti e allo sviluppo di tecnologie pulite. Vengono citati settori in trasformazione come l’automotive e la siderurgia, ma anche quelli più avanzati, dalla fusione nucleare alle rinnovabili. Collaborazione prevista anche su immigrazione, allargamento dell’Ue e riforme istituzionali, con l’obiettivo condiviso di rafforzare un’Europa più forte, autonoma e capace di difendere i propri interessi globali.
