Fede
Papa Francesco: “L’orrore della Shoah non sia mai dimenticato né negato”
Domani è il Giorno della Memoria e Papa Francesco ha rinnovato un forte appello affinché l’orrore della Shoah resti indelebile nella memoria collettiva e ha invitato alla lotta contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione. Durante l’Angelus in Piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato gli 80 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz, esortando a costruire un mondo più fraterno e giusto attraverso l’educazione dei giovani. “L’orrore dello sterminio di milioni di ebrei e di persone di altre fedi non può essere dimenticato né negato”, ha dichiarato. Francesco ha anche richiamato la figura della poetessa Edith Bruck, sopravvissuta all’Olocausto, invitando i fedeli ad ascoltare la sua testimonianza.
Durante l’Angelus, il Papa ha rivolto l’attenzione al conflitto in Sudan, definendolo “la più grave crisi umanitaria al mondo”, e ha esortato le parti in guerra a cessare le ostilità. “Invito la comunità internazionale a garantire aiuti umanitari agli sfollati e a favorire il dialogo per la pace”, ha aggiunto. Francesco ha espresso preoccupazione anche per la situazione in Colombia, nella regione del Catatumbo, colpita da scontri tra gruppi armati, che hanno causato decine di migliaia di sfollati. “Prego per le vittime e per chi lavora a una soluzione pacifica”, ha affermato.
Il Papa ha poi incoraggiato quanti operano a favore delle persone colpite dalla lebbra, sottolineando l’importanza del reinserimento sociale e il contrasto all’emarginazione. Nel suo saluto ai giornalisti presenti per il Giubileo della Comunicazione, Francesco ha ribadito l’invito a essere “narratori di speranza”. Infine, il messaggio di pace dei ragazzi dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr) ha concluso l’Angelus. “Sarebbe bello vedere i grandi della terra mano nella mano, ripensando alle vittime della guerra e alle lacrime dei bambini”, hanno detto i giovani affacciati con il Papa dalla finestra del Palazzo Apostolico, esprimendo il loro desiderio di un mondo senza conflitti.
