Economia
Lagarde, possibili dazi Usa: “L’Europa deve prepararsi a rispondere”
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dichiarato di non essere sorpresa dalla minaccia di nuovi dazi statunitensi nei confronti dell’Unione Europea e ha sottolineato la necessità per l’Europa di prepararsi e sapere come reagire. Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine del Forum economico mondiale di Davos, durante un’intervista alla CNBC.
Interrogata sulla capacità dell’Europa di assorbire l’impatto di eventuali barriere commerciali, Lagarde ha evidenziato il potenziale ancora inesplorato del mercato interno dell’UE, suggerendo che un ulteriore sviluppo potrebbe rafforzare la posizione economica del continente. Tuttavia, ha anche osservato che le intenzioni dell’ex presidente statunitense Donald Trump non sono del tutto chiare e ha definito “discutibile” l’idea di sostituire le importazioni europee con la produzione americana interna. Lagarde ha ribadito l’importanza di mantenere aperto il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico.
Sul fronte delle politiche monetarie, Lagarde ha affermato che l’andamento dei tassi d’interesse della BCE sarà guidato dai dati economici, precisando che movimenti graduali restano la strategia preferita. Ha inoltre respinto l’idea che la Banca centrale sia in ritardo nell’azione di contenimento dell’inflazione, sottolineando come l’istituto sia ben posizionato per raggiungere il proprio obiettivo entro il 2025.
In merito a un possibile taglio dei tassi di 50 punti base, Lagarde ha spiegato che la BCE non esclude misure più incisive rispetto agli attuali tagli da 25 punti base, ma preferisce un approccio graduale. “Abbiamo iniziato presto e stiamo procedendo con cautela, ma siamo pronti a intervenire se necessario”, ha detto. Ha inoltre chiarito che il livello neutrale del tasso di deposito, sebbene difficile da definire con precisione, è attualmente stimato tra l’1,75% e il 2,25%.
Quanto all’inflazione negli Stati Uniti, Lagarde ha minimizzato i timori di un impatto diretto sull’Europa. “Se negli Stati Uniti l’inflazione dovesse risalire, sarebbe un problema prevalentemente americano”, ha affermato, esprimendo fiducia nella capacità della BCE di mantenere il proprio obiettivo di inflazione al 2% nel 2025. Tuttavia, ha riconosciuto che sarà importante monitorare attentamente l’andamento del cambio euro-dollaro, che potrebbe essere influenzato dalle politiche della Casa Bianca.
Anche il Commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, ha affrontato il tema dei possibili dazi statunitensi, sottolineando che l’Unione Europea è pronta a difendere i propri interessi. “Siamo pronti a rispondere in modo proporzionato, se necessario, come già avvenuto durante la prima amministrazione Trump”, ha dichiarato a CNBC. Dombrovskis ha ribadito che, nonostante gli Stati Uniti siano un partner strategico essenziale, l’Europa non esiterà a difendere i propri valori economici.
