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Corea del Sud, il presidente Yoon Suk-yeol indagato: divieto di espatrio per il tentativo di legge marziale
Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è stato posto sotto indagine dalla procura di Seul per insurrezione e abuso di potere a seguito del controverso tentativo di imporre la legge marziale il 3 dicembre scorso. Lo riferisce l’agenzia Yonhap, aggiungendo che è stato disposto un divieto di viaggio nei suoi confronti.
Secondo le ricostruzioni, la legge marziale, proclamata dal governo per motivi non ancora del tutto chiariti, è stata revocata dopo appena sei ore dalla sua introduzione, in seguito al voto contrario del Parlamento. L’episodio ha suscitato vaste critiche sia a livello nazionale sia internazionale, sollevando interrogativi sul rispetto dei principi democratici da parte dell’attuale amministrazione.
Il team speciale della procura sta ora cercando di chiarire se l’azione del presidente rappresenti un abuso dei poteri conferitigli dalla Costituzione e quali siano state le motivazioni dietro l’iniziativa. La vicenda segna una fase di profonda crisi politica in Corea del Sud, con possibili ripercussioni sull’equilibrio delle istituzioni democratiche del Paese.
