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Corea del Sud, crisi politica, tentato golpe e proteste: il presidente Yoon Suk-yeol nella bufera
La Corea del Sud è scossa da una crisi politica senza precedenti, con il presidente Yoon Suk-yeol sotto accusa per la dichiarazione improvvisa e il successivo ritiro della legge marziale. Migliaia di persone sono scese in piazza a Seul per chiedere le sue dimissioni, mentre il Parlamento, controllato dall’opposizione, si prepara a votare una mozione di impeachment. Le manifestazioni hanno avuto il loro epicentro in piazza Gwanghwamun, nel cuore della capitale, per poi dirigersi verso il palazzo presidenziale. La società civile ha organizzato una mobilitazione serale con almeno 30.000 partecipanti previsti. Intanto, l’Assemblea nazionale rimane presidiata da manifestanti che contestano il capo dello Stato. Il caos è iniziato con la dichiarazione della legge marziale da parte di Yoon, una mossa ritirata dopo sei ore sotto la pressione del Parlamento e delle proteste. La decisione ha sollevato interrogativi giuridici, dato che non risulta essere stata approvata dal Consiglio di Stato, come richiesto dalla Costituzione.
Nonostante la polarizzazione politica, maggioranza e opposizione si sono trovate d’accordo nel criticare il presidente. Il partito Democratico, che controlla 192 seggi su 300 in Parlamento, ha avviato una mozione di impeachment con il sostegno di altre cinque formazioni minori. Per la sua approvazione sono necessari 200 voti, un traguardo che appare raggiungibile grazie al possibile supporto di alcuni parlamentari del partito di governo. Il ministro della Difesa, Kim Yong-hyun, ha offerto le dimissioni, assumendosi la responsabilità del caos generato dalla legge marziale. Anche i collaboratori più stretti di Yoon, tra cui il capo dello staff presidenziale Chung Jin-suk, si sono detti pronti a lasciare i loro incarichi. Il leader del People Power Party, Han Dong-hoon, ha definito “tragica” la decisione di Yoon e chiesto chiarimenti approfonditi. “Il presidente deve spiegare questa situazione e i responsabili devono essere ritenuti rigorosamente responsabili”, ha dichiarato ai giornalisti.
Se la mozione di impeachment dovesse passare, Yoon verrebbe immediatamente sospeso dalle sue funzioni in attesa del giudizio della Corte costituzionale, che avrebbe il compito di decidere il suo destino politico. La dichiarazione della legge marziale ha sollevato critiche per l’irruzione di circa 280 militari nel Parlamento, ostacolati dalle barricate improvvisate del personale. In risposta, la segreteria dell’Assemblea nazionale ha imposto un divieto d’ingresso ai rappresentanti delle forze armate e della polizia, definendo l’intervento “illegale e lesivo della sicurezza parlamentare”.
