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Tregua in Libano: accordo raggiunto tra Israele e Hezbollah
L’accordo tra Israele e Hezbollah, operativo dalla scorsa notte, prevede il mantenimento delle forze israeliane nel sud del Libano fino a un ritiro coordinato. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ribadito il divieto per gli abitanti delle aree sgomberate di rientrare nelle proprie case fino a nuovo avviso. Il portavoce delle IDF, Avichay Adraee, ha dichiarato che i militari resteranno “nelle loro posizioni” e che sarà necessario attendere comunicazioni ufficiali prima di consentire il ritorno della popolazione nelle zone di confine. Anche le Forze Armate libanesi hanno confermato che completeranno il dispiegamento nel sud del Paese, invitando gli sfollati a non rientrare nelle loro abitazioni fino al ritiro delle truppe israeliane. Intanto, sui social emergono immagini di code di auto di sfollati diretti verso le aree meridionali del Libano, in attesa di tornare a casa.
La tregua è stata preceduta da intensi bombardamenti nelle ore notturne. In particolare, forti esplosioni sono state segnalate a Beirut, nei pressi dell’aeroporto internazionale e in altri sobborghi della capitale, oltre che nel sud del Paese. Poco prima dell’entrata in vigore dell’accordo, Hezbollah ha rivendicato il lancio di razzi contro il nord di Israele, riaffermando il proprio sostegno alla resistenza palestinese nella Striscia di Gaza. L’Iran ha accolto positivamente l’annuncio della tregua, descrivendola come la “fine dell’aggressione israeliana contro il Libano”. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha ribadito il “sostegno incrollabile” di Teheran al governo libanese, agli Hezbollah e alla “resistenza”. Ha inoltre chiesto un intervento internazionale per fermare quella che ha definito “la guerra” condotta da Israele contro Gaza e il Libano.
Nel frattempo, anche Hamas ha espresso la propria disponibilità a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e a un’intesa per lo scambio di prigionieri. Secondo un esponente dell’ufficio politico del gruppo, intervistato dall’agenzia Afp, “Hamas è pronto per un accordo” e ha già informato i mediatori di Egitto, Qatar e Turchia. Parallelamente, è entrata in vigore la tregua tra Israele e gli Hezbollah in Libano, con entrambe le parti che confermano il rispetto degli impegni presi, nonostante le tensioni restino elevate. Nonostante l’entrata in vigore delle tregue, sia in Gaza che in Libano, la situazione resta delicata. In Libano, il rischio di una ripresa delle ostilità è alto, mentre a Gaza Hamas cerca un accordo che potrebbe rappresentare una svolta per la popolazione palestinese. Tuttavia, le tensioni regionali e i continui attacchi reciproci rischiano di compromettere la stabilità appena raggiunta.
