Cronaca
Il “trapper” Baby Gang arrestato a Milano con una pistola: indagini su traffico di armi e droga
Il trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, 24 anni, è stato arrestato a Milano dopo essere stato trovato in possesso di una pistola semiautomatica con matricola abrasa e caricatore con nove cartucce. L’arma era nascosta all’interno di un portatovaglioli nella stanza di un albergo, dove l’artista si trovava dopo aver partecipato al concerto di Emis Killa. Nel corso della perquisizione i carabinieri hanno anche rinvenuto 4.900 euro in contanti e alcuni grammi di hashish.
Il provvedimento si inserisce in una più ampia indagine della procura di Lecco, coordinata dal procuratore Domenico Ezio Basso, che riguarda un presunto traffico di armi e droga. Nella casa del trapper a Calolziocorte, nel Lecchese, sono state trovate altre due pistole clandestine. Nell’ambito della stessa inchiesta sono state arrestate quattro persone di nazionalità macedone, accusate di concorso in detenzione e porto illegale di armi da guerra e comuni da sparo, oltre che di spaccio di cocaina, per un giro d’affari stimato in circa 12mila euro al mese.
La procura di Milano, nella richiesta di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere, descrive Baby Gang come un soggetto “molto pericoloso”, che nelle canzoni e nei video musicali manifesta disprezzo verso le autorità e utilizza armi reali, anche da guerra, con l’appoggio di una rete criminale.
Il trapper era già noto alle forze dell’ordine: a marzo era stato condannato a 2 anni e 9 mesi per una sparatoria in zona Corso Como a Milano, ma si trovava libero in attesa dell’affidamento ai servizi sociali. È inoltre sottoposto dal settembre 2024 alla sorveglianza speciale, misura più volte derogata per permettergli di esibirsi in Italia e all’estero, nonostante diverse violazioni delle prescrizioni.
Per la procura, ora, il 24enne deve rimanere in carcere per il concreto rischio di reiterazione dei reati. Nel frattempo, il suo compagno di crew Simba La Rue si trova già detenuto per un cumulo di condanne definitive.
