Cronaca
Addio a Claudia Cardinale, l’ultima diva del cinema italiano
Si è spenta a 87 anni a Nemours, vicino Parigi, Claudia Cardinale, una delle icone più luminose della storia del cinema. L’attrice, circondata dall’affetto dei figli, lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura e dello spettacolo. La sua morte arriva poco più di un anno dopo quella di Alain Delon, con cui aveva condiviso una delle sequenze più celebri della storia del cinema: il valzer ne Il Gattopardo. Proprio allora Cardinale lo aveva salutato con le parole: «Il ballo è finito. Tancredi è salito a ballare con le stelle… per sempre tua, Angelica».
Il presidente francese Emmanuel Macron ha voluto renderle omaggio definendola «una stella italiana e mondiale, che ha incarnato libertà, talento e visione. La Francia la porterà sempre nel cuore».
Nata a Tunisi il 15 aprile 1938 da una famiglia siciliana emigrata in Nordafrica, Cardinale si avvicinò al cinema quasi per caso. Dopo un concorso di bellezza e un contratto con la Vides di Franco Cristaldi, esordì ne I soliti ignoti di Mario Monicelli (1958). Fu l’inizio di una carriera straordinaria, che l’avrebbe consacrata diva internazionale.
Negli anni ’60 interpretò alcuni dei capolavori che segnarono il cinema italiano ed europeo: da Rocco e i suoi fratelli di Visconti a Il bell’Antonio di Bolognini, fino a due titoli simbolo del 1963, Il Gattopardo e 8½ di Fellini, entrambi acclamati a Cannes. La sua bellezza magnetica e il suo carisma la imposero anche a Hollywood, dove recitò con John Wayne, Rock Hudson e David Niven, diventando la protagonista femminile de La pantera rosa. Ma scelse di restare legata all’Italia e all’Europa, regalando altre interpretazioni memorabili come Il giorno della civetta di Damiani, Vaghe stelle dell’Orsa di Visconti e C’era una volta il West di Sergio Leone, in cui diede vita a uno dei personaggi femminili più intensi della storia del western.
La sua carriera, lunga oltre sei decenni, l’ha vista collaborare con maestri come Pasquale Squitieri, Zeffirelli, Comencini, Bellocchio e Herzog. Ha affrontato ruoli complessi e controversi, da Claretta Petacci a Maria Maddalena, fino alla protagonista de La Storia, tratto dal romanzo di Elsa Morante. Negli anni ’90 si è dedicata anche al teatro e a produzioni indipendenti, senza mai abbandonare la sua passione civile e il suo impegno per la libertà delle donne.
Cinque David di Donatello, altrettanti Nastri d’argento, riconoscimenti alla carriera da Venezia a Berlino, ma soprattutto l’amore del pubblico di tutto il mondo hanno consacrato Claudia Cardinale come una delle ultime, autentiche dive del Novecento. Indimenticabile Angelica nel Gattopardo, resta per sempre nell’immaginario collettivo come simbolo di eleganza, forza e fascino senza tempo.
