Cronaca
Inchiesta urbanistica – giunta Sala a Milano, Tancredi al gip: “Mai agito per interesse personale”. Marinoni sceglie il silenzio
“Ho sempre agito nell’interesse del Comune”: così si è difeso l’ex assessore Giancarlo Tancredi davanti al gip Mattia Fiorentini, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dell’urbanistica a Milano. Interrogato oggi, Tancredi ha respinto le accuse, negando qualsiasi intento di favorire il presidente della Commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni, e dichiarando di non aver mai perseguito vantaggi personali né ricevuto benefici di alcun tipo. Durante l’interrogatorio, Tancredi non ha scaricato responsabilità su altri membri dell’amministrazione, né sul sindaco Giuseppe Sala, del quale ha anzi difeso l’operato. Una posizione netta, volta a sottolineare la trasparenza delle sue scelte amministrative, in un’indagine che ha scosso Palazzo Marino.
A essere ascoltato oggi anche Federico Pella, ex manager della società J+S, per cui la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Pella ha risposto per oltre un’ora e mezza alle domande del giudice, cercando di chiarire il proprio ruolo nelle vicende sotto esame. Nel pomeriggio è stato il turno di Manfredi Catella, amministratore delegato e fondatore di Coima. Per lui i pm chiedono gli arresti domiciliari. Anche il suo interrogatorio si inserisce nel filone che mira a fare luce su presunti rapporti privilegiati tra imprenditori e amministratori pubblici nella gestione del territorio milanese.
Diversa la linea seguita da Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione paesaggio, che ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato, Eugenio Bono, ha spiegato che la difesa ha depositato una memoria scritta che si limita a contestare le esigenze cautelari alla base della richiesta di custodia in carcere. “Non c’è alcun episodio corruttivo, né alcun sistema come quello ipotizzato dalla Procura”, ha dichiarato Bono, annunciando che il proprio assistito si difenderà nel corso del processo.
In un altro documento presentato al giudice, la difesa di Marinoni contesta anche l’impostazione generale dell’indagine, definita “sproporzionata” e basata su valutazioni morali più che su prove concrete. Secondo l’avvocato Bono, l’inchiesta si sarebbe trasformata in una sorta di processo ideologico contro la speculazione edilizia a Milano, piuttosto che restare circoscritta a singole responsabilità penali. Ora sarà il gip a valutare le richieste cautelari presentate dalla Procura e le controdeduzioni della difesa. Intanto, la città resta a osservare una vicenda che tocca alcuni dei nodi più sensibili della trasformazione urbana milanese.
