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Trump e Musk ai ferri corti: tra accuse e minacce finisce l’alleanza
Dopo mesi di stretta collaborazione e sintonia politica, l’intesa tra Donald Trump ed Elon Musk si è definitivamente rotta. L’amicizia tra il presidente degli Stati Uniti e l’imprenditore alla guida di Tesla e SpaceX è esplosa in un crescendo di polemiche, recriminazioni pubbliche e scontri sui social. “Ero convinto del nostro rapporto, ma Elon mi ha profondamente deluso”, ha dichiarato Trump durante un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca. Musk, dal canto suo, ha risposto duramente su X, sostenendo che senza il suo supporto Trump non avrebbe mai vinto le elezioni.
Such ingratitude
— Elon Musk (@elonmusk) June 5, 2025
Le parole dell’imprenditore sono arrivate mentre le azioni di Tesla affondavano a Wall Street, lasciando sul campo quasi 100 miliardi di dollari in poche ore.
La rottura è diventata evidente dopo la controversia sulla legge di bilancio repubblicana, il cosiddetto “Big Beautiful Bill”. Trump ha affermato che Musk conosceva a fondo il provvedimento, ma il patron di Tesla ha smentito: “Non è vero, è stato approvato di notte e nessuno aveva avuto il tempo di leggerlo”. Alla base del deterioramento del rapporto ci sono anche ragioni economiche: il disegno di legge elimina gli incentivi per le auto elettriche e non prevede la nomina di un uomo vicino a Musk alla direzione della Nasa. Musk ha contestato la manovra, chiedendo il mantenimento degli aiuti per i settori green e denunciando lo squilibrio nei sussidi verso le fonti fossili.
Trump ha quindi annunciato che intende interrompere tutti i contratti pubblici con le aziende di Musk, sostenendo che così si potranno risparmiare miliardi. Musk ha replicato minacciando il ritiro della navicella Dragon, utilizzata dalla Nasa per trasportare astronauti e materiali verso la Stazione Spaziale Internazionale e per le future missioni lunari e marziane. Il confronto è poi degenerato sul piano personale. Musk ha scritto su X che Trump sarebbe citato nei fascicoli riservati sul caso Epstein, accusandolo di avere qualcosa da nascondere.
Time to drop the really big bomb:@realDonaldTrump is in the Epstein files. That is the real reason they have not been made public.
Have a nice day, DJT!
— Elon Musk (@elonmusk) June 5, 2025
Ha anche rilanciato un post in cui si chiede l’impeachment del presidente, sostenendo la sostituzione con il senatore JD Vance. “Sì”, ha risposto Musk.
Non sono mancati gli attacchi sul piano economico. Musk ha previsto una recessione nella seconda metà dell’anno a causa delle tariffe imposte dall’amministrazione Trump. Intanto, ha avviato un sondaggio sulla possibilità di fondare un nuovo partito politico capace di rappresentare la maggioranza silenziosa degli americani. In meno di un’ora, oltre 300 mila utenti hanno risposto, l’84% dei quali favorevoli. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito le uscite di Musk “uno scivolone”, legandole alla delusione per la mancata inclusione delle sue proposte nella legge di bilancio. “Il presidente è concentrato su ciò che conta davvero: far approvare questa riforma storica e rafforzare il Paese”, ha dichiarato.
