Cronaca
Sette minorenni isolati in comunità dopo aggressione razzista a Taranto
Sono stati collocati in sette comunità diverse, ciascuno in isolamento dagli altri, i minorenni coinvolti nell’aggressione avvenuta lo scorso gennaio a Taranto ai danni di un giovane bracciante straniero. La misura cautelare è stata disposta dal giudice per i minorenni su richiesta della procura ed è stata notificata dai carabinieri nelle ultime ore. I ragazzi – di età compresa tra i 14 e i 17 anni – sono indagati per lesioni personali aggravate dall’odio razziale, resistenza a pubblico ufficiale, vilipendio, violenza privata e violazioni del codice della strada.
Secondo le indagini, il gruppo avrebbe accerchiato la vittima e l’avrebbe colpita con pietre e oggetti contundenti, provocandogli ferite guaribili in venti giorni. Nei giorni successivi, gli stessi minori sarebbero tornati a insultarlo e a lanciare sassi contro la sua abitazione. All’arrivo dei carabinieri, i giovani – con il volto coperto – avrebbero cercato di bloccare l’intervento alzando barricate con cassonetti della spazzatura, lanciando pietre e impugnando spranghe per impedire il riconoscimento e l’arresto.
Un secondo episodio, avvenuto a fine gennaio, ha aggravato la loro posizione: due di loro, incappucciati e armati di bastoni, avrebbero fermato un’auto con a bordo una donna, costringendola a procedere tra insulti e lancio di sassi. Anche in quel caso, l’arrivo delle forze dell’ordine ha scatenato nuovi disordini. Negli scorsi giorni, i minori hanno sostenuto gli interrogatori di garanzia, assistiti dai rispettivi legali.
