Cronaca
Milano, è morto il ragazzino di 13 anni aggredito a coltellate: accusa aggravata per il pusher arrestato
È morto dopo due settimane di agonia il ragazzo di 13 anni accoltellato il 16 maggio scorso a Milano, in viale Vittorio Veneto. La Procura ha ora aggravato l’accusa nei confronti dell’aggressore, un 27enne di origine cubana, che risponderà di omicidio volontario. Il giovane, colpito al petto con un coltello, era stato ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli in condizioni disperate. Nonostante un delicato intervento chirurgico, il suo cuore si è fermato dopo tre arresti cardiaci.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il ragazzo si era recato in zona con due amici e il proprio cane, un rottweiler, per acquistare 20 grammi di hashish da Yosuan Alexander Martinez Despaigne, già noto per precedenti legati allo spaccio. Una discussione nata per la qualità della sostanza ha rapidamente degenerato. Il cane avrebbe morso lo spacciatore, che in tutta risposta ha estratto un coltello colpendo prima l’animale e poi il ragazzo. Il rottweiler è morto poco dopo in una clinica veterinaria.
Il presunto aggressore è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri a Pozzuolo Martesana, dove risiede con la madre. Presentava una ferita alla mano compatibile con l’aggressione e ha inizialmente ammesso l’accaduto. L’arma del delitto, una lama di circa 20 centimetri, è stata trovata nascosta in un campo nelle vicinanze del luogo dell’aggressione. L’inchiesta, coordinata dalla pm Francesca Crupi, prosegue per accertare l’esatta dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità dei presenti. La tragedia ha scosso profondamente la città e riacceso l’allarme sul fenomeno dello spaccio e sulla violenza minorile.
