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Trump annuncia dazi globali: “L’età dell’oro per l’America”
Donald Trump ha lanciato una nuova offensiva sul commercio internazionale, annunciando l’imposizione di dazi minimi del 10% su tutte le importazioni e tariffe più elevate per i Paesi considerati responsabili di squilibri commerciali con gli Stati Uniti. La Cina subirà un’imposta del 34%, l’Unione Europea del 20%, mentre la Gran Bretagna sarà soggetta alla tariffa base del 10%. L’obiettivo dichiarato è ridurre il deficit commerciale e rilanciare l’economia americana, con il presidente che ha definito la misura “il giorno della liberazione” per gli Stati Uniti. L’annuncio è stato fatto in grande stile dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, dove Trump, circondato da membri del suo governo e lavoratori del settore manifatturiero, ha ribadito il suo impegno per la politica del “America First”. “Questi dazi porteranno l’età dell’oro per il nostro Paese, generando miliardi di dollari per abbassare le tasse e ridurre il debito”, ha dichiarato davanti a una platea entusiasta. Il presidente ha inoltre specificato che il sistema delle tariffe seguirà un principio di reciprocità: “Faremo pagare agli altri ciò che loro fanno pagare a noi, anche se in alcuni casi i nostri dazi saranno inferiori”.
Tra i Paesi maggiormente colpiti figurano, oltre alla Cina e all’Unione Europea, la Svizzera (31%), il Giappone (24%), l’India (26%), la Corea del Sud (25%) e la Thailandia (36%). Trump ha inoltre confermato l’imposizione di un dazio del 25% su tutte le auto importate, invitando le aziende a spostare la produzione negli Stati Uniti. Canada e Messico, invece, sono stati temporaneamente esentati dai dazi reciproci, pur rimanendo soggetti a imposte selettive su alcuni beni. L’ordine esecutivo firmato dal presidente prevede una clausola che consentirà agli Stati Uniti di rispondere immediatamente a qualsiasi ritorsione da parte dei Paesi colpiti. Fonti dell’amministrazione hanno descritto la mossa come “una nuova era” per l’economia americana, sottolineando che “per troppi anni il mondo ha sfruttato gli Stati Uniti”.
L’annuncio ha avuto ripercussioni immediate sui mercati finanziari. Il dollaro si è indebolito e i titoli di Stato americani hanno registrato un rialzo dei rendimenti, con il Treasury decennale salito al 4,231%. Le borse europee hanno chiuso in calo, con Piazza Affari in perdita dello 0,27% e Francoforte dello 0,66%, mentre Madrid ha segnato un lieve rialzo dello 0,40%. Wall Street, invece, ha reagito positivamente, spinta dalla prospettiva di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve. A influenzare l’andamento dei mercati americani sono stati anche gli sviluppi riguardanti Tesla e Amazon. Elon Musk e Jeff Bezos, da tempo rivali, si sono ritrovati accomunati dal sostegno a Trump. Musk, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe assumere un ruolo nel governo, mentre Amazon starebbe valutando un’offerta per acquisire TikTok, in un apparente tentativo di avvicinarsi all’amministrazione. Con questa mossa, Trump rafforza la sua strategia economica in vista delle elezioni, puntando su una retorica protezionista e su misure che mirano a riportare la produzione negli Stati Uniti. Resta da vedere come reagiranno i partner commerciali e quale sarà l’impatto di queste decisioni sulle relazioni internazionali e sulla crescita globale.
