Cronaca
Papa Francesco si affaccia alla loggia di S. Pietro: basta guerre, difendiamo la vita e ritroviamo la speranza
Papa Francesco è tornato ad affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi, al termine della messa di Pasqua celebrata in piazza San Pietro dal cardinale Angelo Comastri. L’arrivo del pontefice, accolto da un lungo applauso dei fedeli, è stato accompagnato da un breve saluto: “Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua. Incarico il Maestro delle Cerimonie di leggere il messaggio”. Il testo è stato quindi letto da mons. Diego Ravelli. Nel messaggio pasquale, il Papa ha rinnovato l’appello alla pace e ha acceso i riflettori sulla sofferenza umana in tutte le sue forme. Ha condannato con forza i conflitti in corso e le violenze quotidiane, ricordando le vittime di guerre, gli emarginati, i migranti, le donne e i bambini vittime di abusi, e chi vive ai margini.
“Ogni vita è preziosa agli occhi di Dio – si legge nel testo – dal bambino nel grembo materno all’anziano malato, spesso trattati come scarti. Vediamo ogni giorno volontà di morte, nei conflitti e nella violenza domestica. Ma dobbiamo tornare a sperare e ad avere fiducia negli altri, anche in chi viene da lontano: siamo tutti figli di Dio”. Un passaggio centrale del messaggio è stato dedicato alla Terra Santa, dove il Papa ha espresso forte preoccupazione per la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. “Chiedo il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e assistenza per chi ha fame e aspira alla pace. Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo: il bisogno di difendersi non può giustificare una nuova corsa agli armamenti”, ha scritto il pontefice. Il Papa ha ricordato anche l’Ucraina, auspicando una pace giusta e duratura, e ha definito “allarmante” il diffondersi dell’antisemitismo nel mondo. Al termine della benedizione, Papa Francesco ha sorpreso i presenti compiendo un giro in papamobile tra i fedeli in piazza, cosa che non accadeva da tempo.
Durante l’omelia della messa pasquale, affidata al cardinale Comastri ma scritta da Francesco, il Papa ha invitato a non pensare a Cristo come a una figura del passato: “Cristo è risorto, è vivo. Non possiamo ridurlo a un ricordo, dobbiamo cercarlo nella vita quotidiana, nei volti degli altri, nelle situazioni imprevedibili”. Francesco ha sottolineato che il Risorto “piange con chi soffre e si manifesta nei piccoli gesti d’amore”, e ha collegato questo messaggio al cammino verso il Giubileo: “Il Giubileo ci invita a rinnovare la speranza e a non lasciarci imprigionare dalla tristezza o dalle illusioni. Dobbiamo correre incontro a Gesù con gioia e riscoprire la grazia di essere suoi amici”.
