Cronaca
Inaugurazione dell’anno giudiziario, protesta dei magistrati contro la riforma della giustizia nelle cerimonie in tutta Italia
I magistrati presenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte d’Appello di Napoli hanno abbandonato il Salone dei Busti di Castel Capuano in segno di protesta contro la riforma della separazione delle carriere. La protesta è avvenuta quando il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha preso la parola. I magistrati, indossando la toga e una coccarda tricolore, hanno esibito copie della Costituzione mentre risuonavano le note dell’Inno di Mameli. “Il dissenso è il sale della democrazia e ringrazio i magistrati per aver espresso il loro dissenso in maniera composta,” ha commentato il ministro Nordio, respingendo le accuse di voler colpire la magistratura. “Pensare che un ex magistrato come me, che ha servito lo Stato per oltre trent’anni, possa avere l’obiettivo di umiliare la magistratura è ingiusto,” ha aggiunto.
Proteste analoghe si sono verificate anche a Roma, dove un gruppo di magistrati ha lasciato l’Aula Europa della Corte d’Appello mentre interveniva il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. “Vogliamo fare una riforma per i cittadini e non contro i magistrati,” ha dichiarato Mantovano, sottolineando l’intenzione del governo di avviare un confronto con la categoria. A Milano, decine di magistrati si sono radunati davanti al Palazzo di Giustizia esibendo copie della Costituzione e striscioni con citazioni di Pietro Calamandrei. Tra i partecipanti al sit-in anche l’ex pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo, che ha definito la riforma “molto dannosa per i cittadini e per l’organizzazione dello Stato.”
Anche a Palermo, i magistrati hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario tenendo in mano la Costituzione. Circa un centinaio di toghe si sono schierate in aula, ascoltando gli interventi dei relatori senza abbandonare la sala. Sulle proteste dei magistrati è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha dichiarato: “Nessuno può arrogarsi il diritto di cancellare le decisioni del Parlamento, ma è necessario avere capacità di ascolto e confronto.”
