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Francia, crisi politica: Barnier si dimette dopo la sfiducia, Macron cerca un nuovo premier
Il primo ministro francese Michel Barnier ha presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron dopo essere stato sfiduciato ieri sera dall’Assemblée Nationale. Con soli tre mesi alla guida del governo, Barnier registra il mandato più breve nella storia della Quinta Repubblica. La mozione di sfiducia, approvata con 331 voti, ha segnato una sconfitta per l’esecutivo, già fragile di fronte a un Parlamento frammentato. Decisivo il sostegno di Marine Le Pen e del suo Rassemblement National alla mozione presentata da La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon. Quest’ultimo ha rinnovato la richiesta di dimissioni di Macron e di elezioni presidenziali anticipate. Le Pen, pur non chiedendo formalmente le dimissioni di Macron, ha dichiarato di voler collaborare con il futuro premier per elaborare una manovra finanziaria “accettabile per tutti”.
Il presidente Macron, rientrato ieri sera da una visita di stato in Arabia Saudita, dovrà affrontare nuovamente la sfida di trovare un nome per il premierato che possa ottenere un’ampia “non sfiducia” in Parlamento. Il discorso previsto per questa sera alle 20 potrebbe chiarire le sue intenzioni. Tra i candidati per la successione emergono François Bayrou, presidente dei centristi del MoDem, il ministro della Difesa Sébastien Lecornu, l’ex premier socialista Bernard Cazeneuve, e altri esponenti come Xavier Bertrand, François Baroin e Bruno Retailleau.
Laurent Wauquiez, capogruppo dei Républicains, ha assicurato che il suo partito non farà cadere il prossimo governo, pur ribadendo che la partecipazione sarà subordinata all’inclusione di tre priorità: riduzione degli sprechi pubblici, valorizzazione del lavoro e sicurezza. Wauquiez ha criticato duramente Marine Le Pen, definendo la sua scelta di votare la sfiducia come un gesto distruttivo e destabilizzante, volto a distogliere l’attenzione dal processo che la vede coinvolta.
