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Ecomafie, trent’anni di crimini contro l’ambiente: 902.356 reati e un fatturato illegale di 259,8 miliardi di euro
Dal 1992 al 2023, l’Italia è stata teatro di un costante assalto al patrimonio ambientale da parte delle ecomafie. In tre decenni sono stati commessi 902.356 reati, con una media di 79,7 al giorno, pari a uno ogni 18 minuti. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafie di Legambiente, presentato a Roma in occasione della conferenza nazionale “Ambiente e legalità: insieme per il futuro”, promossa con l’Arma dei Carabinieri. Le attività illecite hanno coinvolto 727.771 persone denunciate, 224.485 sequestri effettuati e 378 clan mafiosi censiti, appartenenti alle principali organizzazioni criminali. Il giro d’affari accumulato è stimato in 259,8 miliardi di euro. La Campania detiene il triste primato per numero di reati ambientali, seguita da Calabria (84.472 illeciti), Sicilia (82.290), Puglia (73.773) e Lazio (66.650), prima regione del Centro Italia. Al Nord, la Lombardia guida la classifica con un numero significativo di crimini.
Dal 2002, anno di introduzione della normativa sul traffico illecito di rifiuti, sono state aperte 608 inchieste, con 3.424 arresti, 10.772 denunce e 1.691 aziende coinvolte. Il volume di rifiuti sequestrati, pari a oltre 60 milioni di tonnellate, include prevalentemente fanghi di depurazione (40,49%) e rifiuti industriali misti (39,64%). Trasportati su camion, questi rifiuti formerebbero una fila di oltre 32.000 chilometri. Il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, ha sottolineato che “senza legalità non c’è tutela ambientale” e ha esortato il Parlamento ad approvare norme ancora mancanti, come quelle sui reati contro gli animali e sull’agropirateria. Ciafani ha inoltre chiesto un impegno più incisivo dello Stato contro l’abusivismo edilizio e un rafforzamento della prevenzione e del controllo.
Il Rapporto, presentato presso la Scuola Ufficiali di Roma, ha visto la partecipazione di figure istituzionali come il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, e il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle illegalità ambientali, Jacopo Morrone. Durante l’evento è stata sottolineata la necessità di unire gli sforzi per combattere le ecomafie e promuovere una maggiore sensibilizzazione sul tema. Al termine della conferenza, insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica, sono state premiate le scuole vincitrici del concorso nazionale sull’educazione alla legalità ambientale, un segnale di speranza per un futuro più sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
