Cronaca
Il tragico incidente sul lavoro a Latina: la morte di Satnam Singh
“Avevo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo, ma lui ha fatto di testa sua. Una leggerezza, purtroppo”. Queste sono le parole di Renzo Lovato, titolare dell’azienda agricola dove lavorava Satnam Singh, il bracciante morto a seguito di un incidente sul lavoro. Lovato è stato intervistato ieri dal Tg1, esprimendo il suo dispiacere per la tragedia che ha colpito la sua azienda di Borgo Santa Maria, nel comune di Latina. Il tragico incidente è avvenuto a causa di un macchinario avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore. Satnam Singh, 36 anni, ha subito l’amputazione del braccio destro, e le gravi ferite riportate si sono rivelate fatali. La gestione dell’incidente da parte di Antonello Lovato, figlio del titolare e datore di lavoro di Satnam, è ora sotto la lente della procura di Latina.
Una parte dell’azienda agricola è stata sequestrata dagli inquirenti, che hanno anche disposto l’autopsia del bracciante per chiarire le cause esatte della morte. Al momento, la procura non ha preso nuovi provvedimenti nei confronti di Antonello Lovato, già accusato di lesioni colpose e omissione di soccorso. Invece di chiamare immediatamente i soccorsi, Lovato ha trasportato Satnam con un pullmino fino alla sua abitazione, abbandonandolo con il braccio amputato in una cassetta per la raccolta degli ortaggi. Successivamente, si è recato in questura a Latina per raccontare l’accaduto. “La moglie di Satnam ci ha raccontato che sono stati caricati sul furgone e gli sono stati tolti anche i telefoni. Lei ha visto tutto ed è distrutta”. Questo è quanto riferiscono Noemi Grifo e Ilario Pepe, i due ragazzi che ospitavano Satnam e sua moglie in un rustico dietro casa loro. “Appena lo abbiamo visto, gli mancava tutto il braccio, alcuni resti erano stati lasciati vicino ad alcuni cassonetti”, aggiungono.
Questa mattina è stato necessario l’intervento di un’ambulanza per soccorrere la moglie di Satnam Singh, che si è sentita male per lo choc e il dolore causati dalla perdita del marito. Le ferite riportate dall’uomo erano troppo gravi: oltre all’amputazione del braccio, Satnam aveva riportato lesioni agli arti inferiori. In mattinata, la Fai Cisl di Latina ha organizzato una manifestazione davanti alla prefettura per esprimere solidarietà alla famiglia di Satnam Singh e per chiedere maggiore sicurezza sul lavoro. Alla manifestazione hanno partecipato il segretario generale del sindacato pontino e quello della Fai Cisl Islam Kotb.
“Si sentivano le urla della moglie che continuava a chiedere aiuto, poi abbiamo visto un ragazzo che lo teneva in braccio e lo ha portato dietro casa. Noi pensavamo lo stesse aiutando, ma poi è scappato via”. Questo è il drammatico racconto di Noemi Grifo e Ilario Pepe, che per primi hanno chiamato i soccorsi. “Io gli sono corso subito dietro – ha continuato Ilario -. L’ho visto che entrava nel furgone e gli ho chiesto cosa fosse successo e perché non lo aveva portato in ospedale. Mi ha risposto ‘da me non sta in regola’. Poteva essere aiutato”. La tragica morte di Satnam Singh mette nuovamente in luce le problematiche legate alla sicurezza sul lavoro e alle condizioni dei lavoratori migranti. La speranza è che questa tragedia possa portare a un cambiamento, affinché situazioni simili non si ripetano in futuro.
