Cronaca
Ferragosto 2025 tra vacanze low cost, seconde case e pranzi al ristorante
Il Ferragosto di quest’anno conferma una tendenza ormai consolidata: gli italiani non rinunciano alle ferie, ma lo fanno con maggiore attenzione alle spese. Molti scelgono di trascorrere i giorni di vacanza in seconde case di proprietà o ospitati da parenti e amici, evitando i costi più elevati di alberghi, case vacanze e agriturismi. L’Osservatorio Turismo Confcommercio, insieme a Swg, stima che siano circa 12 milioni le persone in viaggio nel periodo centrale di agosto, con soggiorni medi di 13 giorni e una spesa individuale di circa 570 euro. Le soluzioni a costo ridotto coprono il 28% delle preferenze, mentre il 25% degli intervistati opta per un albergo. Seguono b&b (14%), affitti brevi (12%) e agriturismi (11%). Le destinazioni più scelte restano il mare (45%), la montagna (19%) e la campagna (9%), con Puglia, Calabria, Trentino Alto Adige e Sicilia in testa alle mete italiane. Per chi parte verso l’estero, le scelte principali ricadono su Spagna, Grecia e Francia.
Secondo il Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, il ponte del 15-17 agosto porterà oltre 12,4 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive, con un’occupazione media dell’88% delle camere disponibili online. Il Trentino Alto Adige guida la classifica della saturazione in montagna, seguito dalla provincia dell’Aquila. Ottime anche le performance di città d’arte, aree interne e località immerse nella natura, senza dimenticare mete lacustri e termali. Il pranzo di Ferragosto resta una tradizione forte: Fipe Confcommercio stima oltre 5 milioni di clienti nei 91mila ristoranti aperti, con menu a prezzo fisso intorno ai 61 euro, per un giro d’affari di circa 314 milioni. Sommando tutte le spese fuori casa della giornata, si arriva a un miliardo di euro.
Tuttavia, i rincari continuano a pesare. Il Codacons segnala un calo di un milione di vacanzieri rispetto al 2024, legato all’aumento dei costi per energia, alimenti e ospitalità turistica. L’Unione Nazionale Consumatori registra, negli ultimi quattro anni, aumenti record nei prezzi degli alberghi a Venezia (+64,7%), Milano (+60%) e Firenze (+58,8%), con incrementi più recenti a Lucca (+20,2%), Caserta (+13,7%) e Rimini (+10,9%). Il quadro che emerge è quello di un’estate più sobria, con vacanze improntate al risparmio e una preferenza crescente per soluzioni abitative alternative, senza però rinunciare alle tradizioni e alla voglia di viaggiare.
