Ambiente
Meteo, caldo record e temporali violenti: Italia nella morsa dell’anticiclone africano
L’anticiclone africano continua a dominare lo scenario meteo italiano, portando una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni. Secondo le previsioni de iLMeteo.it, entro domenica l’Italia affronterà picchi fino a 40 gradi, con temperature elevate sia di giorno che di notte e condizioni di forte disagio in gran parte del Paese. Il caldo estremo, unito all’elevata umidità, favorirà lo sviluppo di temporali intensi al Nord, soprattutto tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina. I fenomeni colpiranno in particolare il Nord-Est e potrebbero essere accompagnati da grandinate violente. L’aria calda che sale rapidamente verso l’alto alimenterà forti correnti verticali, capaci di far precipitare chicchi di grandine anche da 8-10 chilometri di altezza.
Le città più colpite dal caldo saranno sparse in tutto il Paese: da Firenze a Bologna, da Cremona a Roma, i termometri supereranno i 37-38°C, con punte di 40°C previste anche al Centro e al Nord, oltre che al Sud e sulle isole maggiori. Le temperature notturne, in molte zone, non scenderanno sotto i 25 gradi, rendendo il riposo difficile. Nemmeno le montagne offriranno sollievo: si prevede che tra sabato e domenica lo zero termico possa salire oltre i 5200 metri, compromettendo ulteriormente la salute dei ghiacciai. Sulla vetta del Monte Bianco, a quasi 5.000 metri, non si prevedono gelate.
Previsioni sintetiche:
Giovedì 26 giugno
– Nord: caldo fino a 36°C, temporali forti in arrivo dalle Alpi verso le pianure
– Centro e Sud: sole e caldo intenso
Venerdì 27 giugno
– Nord: clima stabile ma ancora molto caldo, fino a 34°C
– Centro: temperature in salita fino a 39°C
– Sud: caldo intenso e diffuso
Sabato 28 giugno
– Nord: prevalenza di sole, con temporali in sviluppo sulle Alpi
– Centro: caldo fino a 38°C
– Sud: sole e caldo generalizzato
La tendenza per i primi giorni di luglio conferma un caldo persistente e l’eventuale ritorno di temporali solo in alta quota. Una situazione che, oltre al disagio fisico, pone seri interrogativi sul fronte ambientale, in particolare per i ghiacciai alpini già in grave sofferenza.
