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Corte Penale Internazionale: chiesto arresto per Netanyahu e Gallant per crimini contro l’umanità
La Camera preliminare I della Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu, l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant e Mohammed Deif, leader militare di Hamas, accusandoli di crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Secondo la CPI, i crimini contestati a Netanyahu e Gallant sarebbero stati commessi durante la guerra a Gaza, iniziata l’8 ottobre 2023. La Corte accusa i leader israeliani di aver orchestrato un attacco sistematico contro la popolazione civile nella Striscia di Gaza, culminato in azioni che hanno violato il diritto internazionale.
Il mandato contro Mohammed Deif, considerato il capo militare di Hamas, si basa su presunti crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi in Israele e Palestina dal 7 ottobre 2023. Israele sostiene che Deif sia stato ucciso in un bombardamento a Gaza nel luglio 2024, ma la Corte non è stata in grado di confermare la sua morte e ha deciso di procedere comunque. La decisione della CPI ha scatenato una dura reazione da parte di Israele. Il premier Netanyahu ha definito il mandato “un moderno processo Dreyfus” e ha accusato la Corte di essere un organismo “politicamente parziale e antisemita”. Netanyahu ha ribadito che l’operazione a Gaza è una risposta legittima agli attacchi di Hamas, descrivendo la guerra come un’azione necessaria per difendere Israele.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato che la decisione rappresenta “un giorno buio per la giustizia” e ha accusato la CPI di ignorare le sofferenze causate dagli attacchi di Hamas, inclusa la situazione dei 101 ostaggi israeliani ancora trattenuti. Il ministro degli Esteri olandese, Caspar Veldkamp, ha confermato che i Paesi Bassi, sede della CPI, sono pronti a collaborare e a eseguire i mandati di arresto. Lo stesso obbligo spetta agli altri 124 Stati membri della CPI, rendendo difficile per Netanyahu e Gallant viaggiare all’estero.
