Cronaca
Studenti in piazza contro il governo, ma Valditara rifiuta il confronto
Le manifestazioni studentesche organizzate questa mattina in oltre 35 città italiane hanno visto migliaia di giovani protestare contro le politiche del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e del governo guidato da Giorgia Meloni. Nonostante la mobilitazione, il ministro ha rifiutato di incontrare una delegazione degli studenti sotto la sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim). “Ancora una volta il ministero si dimostra disinteressato ad ascoltare la voce dei giovani che oggi hanno riempito le piazze di tutto il Paese,” ha dichiarato Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi. Gli studenti chiedono un dialogo concreto su temi come il finanziamento dell’istruzione pubblica, il contrasto alla disparità tra scuole, e le condizioni degli istituti scolastici.
Tommaso Martelli, coordinatore dell’Unione degli Studenti, ha denunciato l’assenza di confronto da parte del ministro, sottolineando che il Forum delle associazioni studentesche non viene convocato da oltre un anno: “È in linea con la disintermediazione e la repressione che Valditara ha imposto negli ultimi due anni”. A Roma, un corteo di studenti e universitari è partito da Piramide per raggiungere il ministero. Slogan come “No Meloni Day” e “Liberiamo il Paese” hanno accompagnato la protesta, con striscioni che accusavano il governo di favorire il militarismo e di tagliare i fondi per l’istruzione pubblica. Numerose le bandiere della Palestina e le critiche contro la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, rappresentata con un somaro di cartapesta durante il corteo. A Torino si sono registrati momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine, con alcuni scontri isolati.
La premier Giorgia Meloni è intervenuta sui social condannando duramente gli episodi di violenza avvenuti durante le manifestazioni. “Anche oggi abbiamo assistito a inaccettabili scene di violenza e caos in alcune piazze, ad opera dei soliti facinorosi. Diversi agenti delle forze dell’ordine sono finiti al pronto soccorso. La mia totale solidarietà va agli agenti feriti”. Meloni ha poi invitato la politica a condannare senza ambiguità episodi di questo tipo, accusando alcune forze politiche di giustificare tali violenze. Gli studenti criticano il governo per i tagli all’istruzione, evidenziati nell’ultima legge di bilancio, e chiedono un modello di scuola più equo. “Non vogliamo scuole di serie A e di serie B,” hanno scandito i manifestanti, puntando il dito contro il mancato investimento nell’istruzione pubblica a favore di altre priorità come la spesa militare. La mobilitazione, sostenuta da diverse organizzazioni come Unione degli Studenti, Link, Osa e Cambiare Rotta, promette di continuare. “Non ci fermeremo finché non saremo ascoltati,” hanno ribadito i coordinatori delle sigle studentesche.
