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Istat: il Pil reale italiano a fine 2023 torna a livello pre crisi 2007

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Sede istat wikimedia commons

Il Rapporto annuale dell’Istat rivela che il Pil reale in Italia ha raggiunto i livelli del 2007 solo alla fine del 2023, evidenziando un divario di crescita accumulato rispetto a Spagna, Francia e Germania. In 15 anni, tale divario è stato di oltre 10 punti con la Spagna, 14 con la Francia e 17 con la Germania. Rispetto al 2000, il divario si amplia ulteriormente, superando i 20 punti con Francia e Germania e oltre i 30 punti con la Spagna.

Nel periodo 2019-2023, l’Italia ha mostrato la crescita più elevata tra le quattro principali economie dell’UE, con un aumento del 4,2% a fine 2023 rispetto all’ultimo trimestre del 2019 (rispettivamente +2,9% in Spagna, +1,9% in Francia e +0,1% in Germania). Tuttavia, nel 2023, l’Italia ha registrato un aumento del Pil dello 0,9%, mentre Francia e Spagna hanno mostrato rispettivamente lo 0,7% e il 2,5%; la Germania ha invece segnato un calo dello 0,3%.

Le stime preliminari per il primo trimestre del 2024 indicano una crescita congiunturale dello 0,7% in Spagna, dello 0,3% in Italia e dello 0,2% sia in Francia sia in Germania. Tuttavia, al netto degli effetti di calendario, la crescita acquisita per il 2024 sarebbe dell’1,6% in Spagna, dello 0,5% in Francia e Italia, mentre la Germania dovrebbe registrare un -0,2%.

L’Istat identifica la stagnazione della produttività del lavoro come uno dei principali fattori che ha contribuito al debole andamento del Pil in volume negli ultimi vent’anni e all’allargamento del divario di crescita con le altre principali economie dell’UE. In particolare, il Pil per ora lavorata in Italia è cresciuto solo dell’1,3% tra il 2007 e il 2023, rispetto al 3,6% in Francia, al 10,5% in Germania e al 15,2% in Spagna.

Nel settore delle imprese, la produttività in Italia risulta inferiore a quella di Francia e Germania solo nel segmento delle micro e piccole imprese, che però hanno un peso maggiore nel Paese. Nei servizi, le imprese italiane mostrano una produttività inferiore in tutte le classi dimensionali. La debolezza degli investimenti, in particolare in beni immateriali e nelle attrezzature ICT, può essere uno dei fattori che contribuiscono alla bassa crescita della produttività in Italia, nonostante un recupero negli ultimi anni.

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