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Indagine Confcommercio: l’illegalità costa alle imprese 38 miliardi di euro

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Nel 2023, l’illegalità nel commercio e nei pubblici esercizi, tra cui abusivismo e contraffazione, è costata alle imprese italiane 38,6 miliardi di euro e ha messo a rischio 268.000 posti di lavoro. Secondo un’indagine di Confcommercio, il 24,2% dei consumatori ha acquistato prodotti contraffatti o servizi illegali. L’abusivismo commerciale ha pesato per 10,4 miliardi di euro, la ristorazione per 7,5 miliardi, la contraffazione per 4,8 miliardi e il taccheggio per 5,2 miliardi. I costi della criminalità, tra cui ferimenti, assicurazioni e spese difensive, ammontano a 6,9 miliardi, mentre la cyber criminalità ha generato costi per 3,8 miliardi. Il fenomeno più preoccupante per gli imprenditori è l’usura, seguita da furti, aggressioni e atti di vandalismo. Il 62,8% delle imprese si sente penalizzato dall’abusivismo e dalla contraffazione, con effetti principali come concorrenza sleale e riduzione dei ricavi. Gli acquisti online rappresentano una parte significativa del commercio illegale, con abbigliamento, pelletteria e calzature tra i prodotti più contraffatti. Le ragioni principali per questi acquisti illegali sono il risparmio economico e la percezione di fare un buon affare.

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