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Multe con autovelox a rischio annullamento: apparati non omologati

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Autovelox pixabay

Le multe per eccesso di velocità, rilevate sulle strade italiane con apparecchiature simili a quelle utilizzate dal Comune di Treviso sulla “Tangenziale”, potrebbero essere annullate a seguito di una recente sentenza della Corte di Cassazione. La Corte ha accolto l’impugnazione di un avvocato di Treviso che aveva ricevuto una sanzione per aver superato il limite di velocità di 90 chilometri orari, viaggiando a 97. Questa decisione segue un contenzioso iniziato due anni fa tra un giudice di pace e la magistratura ordinaria, che aveva portato a pronunciamenti divergenti.

La Corte di Cassazione ha sottolineato che le apparecchiature utilizzate, pur essendo autorizzate dal ministero delle Infrastrutture, non hanno subito una verifica tecnica approfondita da parte del Governo necessaria per la loro omologazione. Questo vuoto normativo potrebbe, in assenza di correzioni, esentare gli automobilisti da sanzioni pecuniarie per infrazioni rilevate da autovelox considerati non conformi. Per quanto riguarda le finanze pubbliche del Veneto, le sanzioni per violazioni al codice della strada portano annualmente circa 50 milioni di euro, di cui un terzo è dovuto al superamento dei limiti di velocità registrato dalle apparecchiature elettroniche. Il Comune di Treviso incassa circa 4 milioni di euro da queste sanzioni.

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