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Cronaca

Caso Salis, l’Ungheria ribadisce che gli appelli del Governo italiano e dei media sono inutili

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Roberto Salis padre Ilaria Salis vista

“Tutto è politicizzato,” commenta Roberto Salis manifestando scarso stupore sulle dichiarazioni di Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese. Ciò non è una novità – prosegue il padre di Ilaria – le figure istituzionali di Budapest intervengono regolarmente sul processo contro sua figlia, accusata di aver aggredito militanti di estrema destra.

Il recente post di Kovacs conferma solo ciò che Salis ha sempre sospettato: un regime dove i diritti civili e lo stato di diritto sono sacrificati a favore della tirannia. Salis ha espresso la sua preoccupazione per la sicurezza di sua figlia in Ungheria fin da metà febbraio, ma Kovacs respinge le richieste di intervento italiano, sostenendo che il governo ungherese non influisce sulle decisioni dei tribunali.

Kovacs aveva già messo in discussione la credibilità di Ilaria e del suo avvocato ungherese, ma il ministro degli Esteri ungherese ha chiarito che il governo vuole che Ilaria sia punita. Salis osserva che il processo sembra già deciso e si chiede perché le udienze continuino. Ha chiesto ripetutamente che il governo italiano si faccia sentire su questo caso, denunciando una tendenza alla tirannia in Ungheria.

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