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Julian Assange, la Gran Bretagna concede l’appello contro l’estradizione negli Stati Uniti

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Julian Assange wikimedia commons

Julian Assange cerca di evitare l’estradizione negli USA per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato USA. L’Alta Corte di Londra ha approvato un ulteriore appello della difesa, preoccupata per la vita del giornalista, fissando l’udienza per maggio. Le autorità americane e britanniche devono fornire rassicurazioni sul trattamento del cofondatore di WikiLeaks e sulla sua non condanna a morte. Se il “no” di primo grado fosse stato confermato, Assange sarebbe stato estradato entro 28 giorni.

Duramente provato, il giornalista non è riuscito a partecipare alle udienze a causa delle precarie condizioni di salute. Sua moglie Stella sostiene che non sopravviverebbe in una prigione americana. È anche circolata la voce di un possibile patteggiamento con Washington, ma, al momento, si tratta solo di una ipotesi. Assange è diventato un nemico pubblico negli USA per la sua attività di divulgazione di documenti riservati. La sua difesa sostiene che è vittima di una persecuzione contro la legittima attività giornalistica; la sua sorte rimane, al momento, incerta mentre si attende l’esito dell’ulteriore appello e l’eventuale patteggiamento.

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