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Cronaca

Frode per 5 milioni di euro su falsi braccianti agricoli: 20 fermi nel foggiano

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Guardia di Finanza wikimedia commons

Eseguite venti misure cautelari nell’ambito di un’indagine relativa a una presunta truffa da cinque milioni di euro: è legata alle assunzioni fittizie di centinaia di braccianti agricoli falsi e al loro ingresso in Italia per motivi lavorativi. Undici indagati sono stati arrestati, quattro sono stati posti ai domiciliari, uno è stato sottoposto al divieto di dimora nella provincia di Foggia e quattro hanno ricevuto misure interdittive sull’esercizio delle attività imprenditoriali. Gli indagati, tra cui imprenditori, professionisti e funzionari pubblici, sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, favoreggiamento all’immigrazione clandestina, peculato, riciclaggio, falso in atto pubblico, contraffazione di sigilli e traffico di influenze illecite. Sono stati eseguiti sequestri per cinque milioni di euro.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Foggia, ha riguardato due aspetti: il primo riguarda una presunta truffa previdenziale ed assistenziale compiuta da quattro società ‘fantasma’ relative all’assunzione di 647 falsi braccianti agricoli e sussidi indebitamente percepiti per due milioni di euro; il secondo riguarda il favorire l’ingresso nel territorio nazionale di extracomunitari mediante false assunzioni. L’arresto di un imprenditore agricolo e altri complici ha svelato l’uso di società fittizie e la complicità di un consulente fiscale e del lavoro, responsabile di un Caf di Cerignola e un funzionario dell’Inps. Questi ultimi avrebbero agevolato il reato. Parallelo a questo filone è emerso un altro schema che coinvolgeva cittadini extracomunitari, paganti per entrare in Italia in seguito a assunzioni fasulle da parte di società ‘fantasma’. Le altre misure riguardano nove procacciatori, incluso un pubblico ufficiale che avrebbe utilizzato l’autovettura di servizio per consegnare le somme raccolte al gestore della frode. È stato coinvolto anche un funzionario prefettizio in pensione, accusato di favorire l’immigrazione clandestina in cambio di denaro, a cui è stato imposto il divieto di dimora in provincia di Foggia.

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