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Metalmeccanici: sindacati chiedono riduzione orario di lavoro a 35 ore

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Produzione industriale industria lavoro operaio pixabay

I sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil presentano la piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto, in scadenza il prossimo 30 giugno, per il 2024-2027, che riguarda più di 1,5 milioni di lavoratori.
Sul fronte salariale, la richiesta di aumento medio, relativa al triennio, è pari a 280 euro sul trattamento economico minimo. Tra le principali novità, la richiesta di sperimentare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: “Chiediamo che si avvii una fase di sperimentazione contrattuale con l’obiettivo di raggiungere progressivamente una riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali”.

Le parti, affermano i sindacati nella piattaforma, “si impegnano a coinvolgere il governo per individuare un idoneo ed efficace strumento legislativo che favorisca la riduzione contrattuale dell’orario di lavoro anche attraverso le risorse oggi impegnate in ammortizzatori sociali, anche per favorire un sostegno alla formazione”. Per Fim, Fiom e Uilm, “i cambiamenti epocali della transizione ecologica, digitale e tecnologica insieme ai processi di riorganizzazione e crisi necessitano di risposte inedite per gestire gli effetti occupazionali e per garantire, promuovere ed incrementare buona occupazione e conciliare la vita e il lavoro”. Dunque la riduzione dell’orario di lavoro è una via che si può applicare anche in settori/aziende coinvolti in processi di transizione, riorganizzazione o crisi e di riqualificazione professionale.

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