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Javier Milei: “Io non ho bisogno del Parlamento per governare l’Argentina”

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Javier Milei Argentina wikimedia commons

Il presidente dell’Argentina, Javier Milei, non accenna a voler ricomporre lo scontro contro il Parlamento che gli ha affossato a gennaio il pacchetto di leggi su privatizzazioni e deregulation affermando di poter governare anche senza il sostegno del potere legislativo. Lo ha detto in un’intervista al Financial Times e pubblicata oggi a solo un giorno dalla sua presentazione di fronte alle Camere riunite per il tradizionale discorso di inaugurazione dei lavori parlamentari del capo dello Stato.

Un terzo delle riforme del suo programma, ha sottolineato il leader ultraliberista, sono incluse in un mega-decreto di emergenza “che è già in vigore e che rimarrà tale a meno che entrambe le Camere non decidano di respingerlo”. “Ci sono altre riforme che possiamo fare per decreto ed è quello che faremo”, ha aggiunto. Secondo Milei l’affossamento della legge omnibus e le resistenze dei governatori ad accompagnare i tagli alla spesa “dimostrano che i politici non hanno problemi a danneggiare gli interessi degli argentini per mantenere i loro privilegi” e giustificano la sua decisione di “scavalcare” il Parlamento. Questo almeno fino alle prossime elezioni di medio termine dove, se il programma economico darà i suoi frutti, il leader de La Libertà Avanza conta di poter rafforzare il suo esiguo manipolo di deputati e senatori. “Siamo pronti a ripresentare tutte le riforme dopo l’11 dicembre 2025. Ne abbiamo inviate 1.000 ma ne abbiamo ancora altre 3.000 da presentare”, ha detto Milei.

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