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Cronaca

Papa Francesco: “Il presepe è scuola di sobrietà, oggi siamo immersi nel consumismo”

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Papa Francesco pixabay

Papa Francesco, durante l’ultima udienza generale prima del Natale, ha parlato del presepe: “Francesco non vuole realizzare una bella opera d’arte, ma suscitare, attraverso il presepe, stupore per l’estrema umiltà del Signore, per i disagi che ha patito, per amore nostro, nella povera grotta di Betlemme”. La catechesi è stat dedicata al tema “Il presepe di Greccio, scuola di sobrietà e di gioia”, a 800 anni dal primo presepe vivente realizzato da Francesco d’Assisi, nel Natale 1223. “Ecco la prima caratteristica: il presepe nasce come scuola di sobrietà – ha sottolineato il Pontefice -. E questo ha molto da dire anche a noi. Oggi, infatti, il rischio di smarrire ciò che conta nella vita è grande e paradossalmente aumenta proprio sotto Natale: immersi in un consumismo che ne corrode il significato, in cui non c’è spazio interiore per lo stupore”. “E il presepe nasce per riportarci a ciò che conta – ha proseguito il Papa -: a Dio che viene ad abitare in mezzo a noi, ma anche alle altre relazioni essenziali, come la famiglia, presente in Gesù, Giuseppe e Maria, e le persone care, rappresentate dai pastori”. Per questo, secondo Francesco, il presepe “è come un Vangelo vivo, un Vangelo domestico”. “In questi giorni, vedremo Dio adagiato in una mangiatoia: è il più forte messaggio di Pace per la vita di ognuno di noi e per il mondo di oggi”, ha concluso il Pontefice, durante il saluto ai pellegrini di lingua portoghese.

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