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Istat, fiducia alle imprese: è ai minimi dal 2021

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Lavoratore operaio imprese lavoro pixabay

Per il mese di novembre 2023 l’Istat parla di “segnali eterogenei” per il clima di opinione degli operatori economici.
La fiducia delle imprese cala per il quarto mese consecutivo a 103,4 (da 103,9), ai minimi da aprile 2021. Mentre fra i consumatori, dopo quattro mesi consecutivi di calo, la fiducia torna a salire e passa da 101,6 a 103,6, pur mantenendosi al di sotto del livello medio registrato nel periodo gennaio-ottobre 2023. Per quello che riguarda i consumatori in particolare, l’Istat segnala un diffuso miglioramento delle opinioni sia sulla situazione personale sia su quella economica generale. L’evoluzione positiva è sintetizzata dai quattro indicatori calcolati mensilmente a partire dalle stesse componenti: il clima personale e quello corrente registrano gli incrementi più consistenti (il primo passa da 98,6 a 101,2 e il secondo da 97,4 a 99,8); il clima futuro aumenta da 107,7 a 109,3 e il clima economico sale da 110,5 a 111,0.

Con riferimento alle imprese, l’Istat precisa che “la riduzione dell’indicatore è determinata dal peggioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni”. In particolare, segnali contrastanti provengono dai quattro comparti economici indagati: nei servizi e nelle costruzioni si stima una decisa riduzione dell’indice di fiducia (da 98,0 a 96,4 e da 163,8 a 161,3, rispettivamente); nella manifattura e, soprattutto, nel commercio la fiducia è invece in miglioramento (l’indice sale, nell’ordine, da 96,1 a 96,6 e da 106,1 a 107,4). Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura, peggiorano leggermente i giudizi sugli ordini mentre crescono le attese sulla produzione e le scorte sono giudicate in lieve decumulo. Nelle costruzioni si stima un deterioramento di tutte le componenti. Nei servizi di mercato, infine, si evidenziano dinamiche negative per tutte le componenti dell’indice di fiducia. Con riferimento al commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite sono in peggioramento e le scorte di magazzino mostrano un lieve accumulo; le attese sulle vendite, invece, aumentano marcatamente, specie per la grande distribuzione.

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